STUDIO TRIPODI
Dott.ssa Adele Tripodi
Nutrizionista
Specialista in Scienza dell'Alimentazione
 
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Adipometro

Tecnologia a ultrasuoni
per la determinazione
della composizione corporea.

Il peso non e' l'unico indicatore di salute.
E' necessario valutare la composizione corporea, ad esempio un atleta con massa muscolare rilevante potrebbe rientrare
nella fascia sovrappeso.
Un individuo, invece, che rientra nei valori normali, potrebbe essere in sovrappeso o obeso in relazione alla percentuale
eccessiva di grasso corporeo.
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L'obesità: il punto della situazione al World Obesity Day
25-03-2020

Il 4 marzo è stato celebrato il World Obesity Day, giornata mondiale per la prevenzione dell’obesità e del sovrappeso.
La ricorrenza lanciata per promuovere l’informazione e trovare soluzioni pratiche per aiutare a raggiungere e mantenere il giusto peso e per far conoscere la gravità e lo stigma correlato all’obesità, quest’anno ha focalizzato l’attenzione della popolazione mondiale sui preoccupanti dati che riguardano il sovrappeso e l’obesità infantile.
In tutto il mondo sono 40 milioni i bimbi sotto i cinque anni di età in sovrappeso e considerando anche i dati sulla popolazione adulta, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito l’obesità come l'epidemia non infettiva di più vaste proporzioni del terzo millennio.

Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità obesità e sovrappeso riguardano 2,3 miliardi di persone nel mondo, l’obesità da sola 650 milioni di persone con un costo complessivo pari a circa duemila miliardi di dollari (impatto economico sovrapponibile a quello del fumo di sigaretta o a quello di tutte le guerre, atti di violenza armata e di terrorismo) ed è causa quasi di 5 milioni di decessi. Anche l’Italia non è da meno, infatti, secondo i dati ISTAT una persona su 10 è obesa, ovvero oltre 5 milioni di adulti, con un impatto considerevole sui diversi ambiti dell’assistenza sanitaria.

Gli obesi vengono continuamente colpevolizzati per il loro stato. Molti purtroppo non comprendono che l’obesità è una vera e propria patologia, una malattia cronica. Viene spesso considerata come uno stato causato da una mancanza di volontà, da pigrizia, piuttosto che da un rifiuto di ridurre l’introito calorico e aumentare il movimento. Ma come tutte le patologie croniche, l’obesità ha cause molto più profonde e radicate: fattori genetici, psicologici, socioculturali, economici e ambientali. E’ il momento di cancellare questo stigma e rivalutare l’approccio nei confronti di questa patologia cronica.

Tanti i progetti di sensibilizzazione della Giornata Mondiale dell’Obesità che si sono uniti, in Italia, a quelli della Giornata Europea dell’obesità. In Italia la Nuova Giornata è promossa dalla Società Italiana dell'Obesità (SIO) e dall’Italian Obesity Network (IO-NET) in partnership con Open-Obesity Policy Engagement Network (OPEN) e Amici Obesi Onlus, in collaborazione con Changing Obesity TM e con il patrocinio del Ministero della Salute e dall’Intergruppo parlamentare Obesità e Diabete.  Tra le iniziative in via di definizione, volte a cambiare la narrativa sull’obesità, il progetto “La chiave di (s)volta”, una mostra con racconti fotografici di persone con obesità, realizzato da Amici Obesi Onlus, e il progetto “Io vorrei che”, un libro che raccoglie i desideri di coloro che si battono quotidianamente per contrastare l’obesità, promosso da IO-NET, Changing Obesity TM e OPEN Italy.

«L’obesità è una malattia epidemica e gli interventi di prevenzione, fino ad ora, si sono dimostrati inefficaci perché basati sul paradigma della responsabilità personale, ovvero il soggetto ingrassa perché non rispetta le regole. Al contrario l’obesità è una condizione complessa che deriva dall’interazione di fattori genetici, psicologici e ambientali», dice Giuseppe Fatati, Presidente Italian Obesity Network - IO NET, che aggiunge «Le persone con obesità dovrebbero essere prese in carico dai medici di famiglia e ricevere una assistenza individuale dal Sistema Sanitario Nazionale al pari delle persone con diabete».

«Le persone con obesità sono oggetto di stigma e discriminazioni già dall’infanzia con un impatto negativo sul benessere fisico, psicologico e sociale che provoca ripercussioni nei domini più importanti della vita. È quindi di fondamentale importanza adeguare il linguaggio e i comportamenti grazie anche a una maggior consapevolezza e conoscenza sull’obesità come malattia complessa e non solo imputabile a errori personali», dichiara Iris Zani, Presidente di Amici Obesi Onlus e continua «Il progetto “La chiave di (s)volta”, è stato pensato proprio per informare le persone e cercare di sfatare lo stigma e i pregiudizi sociali sull’obesità, mandando al contempo un messaggio positivo, ovvero che l’obesità è una malattia da cui si può guarire. Per questo abbiamo ideato una mostra che, attraverso una selezione accurata di fotografie, racconta le storie di consapevolezza e di rinascita dall’obesità». Le tappe della mostra saranno presto disponibili sui canali informativi e piattaforme social di Amici Obesi Onlus.

L’obesità non è una colpa, si può e si deve combattere senza vergogna.

Per approfondire tutte le cause dell’obesità https://www.worldobesityday.org/

 

 

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Dott.ssa Adele Tripodi
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