STUDIO TRIPODI
Dott.ssa Adele Tripodi
Nutrizionista
Specialista in Scienza dell'Alimentazione
 
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Adipometro

Tecnologia a ultrasuoni
per la determinazione
della composizione corporea.

Il peso non e' l'unico indicatore di salute.
E' necessario valutare la composizione corporea, ad esempio un atleta con massa muscolare rilevante potrebbe rientrare
nella fascia sovrappeso.
Un individuo, invece, che rientra nei valori normali, potrebbe essere in sovrappeso o obeso in relazione alla percentuale
eccessiva di grasso corporeo.
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Obesity Day: il decalogo
12-10-2018

Il 10 ottobre è stato l’Obesity Day, giornata dedicata alla sensibilizzazione e prevenzione dell’obesità e del sovrappeso promossa da ADI, Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica.

In Italia si contano circa 6 milioni di persone obese e 22 milioni sono quelle in sovrappeso. L’obesità è una condizione multifattoriale: fattori genetici, psicologici e ambientali influiscono sull’eccesso di peso, ma troppo spesso viene considerata solo come un problema di tipo estetico.

L’Obesity Day ha voluto, tra le altre cose, porre l’attenzione sulle forme di discriminazione, di stigmatizzazione del problema e sugli episodi di bullismo ai quali sono soggette le persone con obesità o sovrappeso

Per questa giornata è stato inoltre presentato un decalogo contenente consigli su “Le cose da fare o non fare, dire o non dire, per prendere nel verso giusto una dieta”. Eccone un estratto.

1.     Fare movimento

Organizzate una regolare attività fisica scegliendo attività fattibili in qualsiasi momento e che non richiedano attrezzature particolari: camminare a passo spedito per 3 volte a settimana ad esempio, è più semplice che recarsi in piscina o in palestra. Non bisogna strafare e sudare copiosamente; la chiave di lettura di un buon uso dei propri muscoli è costituita, durante l’attività fisica, da un ritmo cardiaco accettabile e dalla sensazione di piacere, con respirazione appena più frequente e profonda.

2.     Attenzione ai condimenti

Se siete abituati a condire ad occhio usate il cucchiaio come unità di misura dell’olio. Lo stesso cucchiaio servirà per misurare sughi o intingoli particolarmente ricchi in grassi: non più di uno per pasto. Misurare i grassi solidi con un sistema di misura a volume: un cubetto di burro grande quanto una zolletta di zucchero per persona, può essere utilizzato saltuariamente per condire (per 4 persone sarà un pezzetto grande quanto una scatola di fiammiferi), quando non si esageri con dolciumi, salumi o formaggi grassi.

3.     Com’è distribuito il cibo che mangio nella giornata

Arrivate con troppa fame ai pasti, soprattutto a cena? Meglio frazionare in piccoli pasti (4 o 5) e fare la prima colazione. Concentrare la maggior parte del cibo a cena non è vantaggioso: poi si vede la tv o si va a riposare, è dunque più facile incamerare l’eccesso calorico relativo e ingrassare.

4.     Masticare con calma e mettere in bocca pezzi piccoli di alimenti

Digerirete meglio, e soprattutto, resterete sazi più a lungo. La “dimensione” del vostro boccone non dovrebbe superare il volume del vostro pollice.

5.     Non eliminiate i classici cibi ritenuti “ingrassanti”

Ricordate che pane, pasta, patate sono gli alimenti che maggiormente contribuiscono ad una adeguata sensazione di sazietà e, se in porzioni ragionevoli e conditi semplicemente, sono sani e non eccessivamente calorici.

6.     Verdura a volontà ma attenzione alla frutta

Consumate almeno 3 buone porzioni di verdura al giorno: sono utili perché contribuiscono a migliorare anche la sensazione di sazietà. Bene anche al consumo di frutta, ma attenzione: mangiare troppa frutta per compensare una mancanza di sazietà (magari perché si “saltano” i cibi

del punto 5) può non essere una scelta vantaggiosa. In genere, si dovrebbero assumere non meno di 2 ma non più di 3-4 frutti al giorno. I frutti vanno sempre ben masticati. Se si tratta di frutta ben lavata, consumarla con la buccia aumenta l’introito della fibra alimentare ed aiuta ad evacuare meglio.

7.     L’alcool

L’alcool riduce l’eliminazione dei grassi che il nostro organismo mette in riserva. È utile quindi limitarsi a un bicchiere di vino o a una birra nelle occasioni particolari. Meglio bere acqua, anche gassata, a piccoli sorsi, nella quantità di almeno un litro al giorno.

8.     Il pesce

Proponetevi di assumere pesce almeno due volte per settimana, imparando ricette semplici e gradevoli. Anche quello surgelato può andare bene. Usate sale iodato per la cottura.

9.     Proponetevi obiettivi raggiungibili

Il primo passo può essere quello di “rientrare” negli ultimi jeans che avete appena abbandonato e poi proseguite per passi graduali. Non usate in modo maniacale la bilancia: è più pratico controllare la taglia dei vestiti e/o i buchi della cintura.

10.  Mantenete il dimagrimento

Evitate le oscillazioni del peso (sindrome dello yoyo); è importante il calo ponderale ma soprattutto il mantenimento nel tempo del risultato ottenuto.

11.  Smettere di utilizzare il termine “dieta”

Il termine dieta deriva dal greco “diaita” ossia regime di vita; nell’immaginario soggettivo invece a questo termine viene dato il valore di privazione e/o astensione, dal consumare determinati alimenti soprattutto quelli più buoni. Racchiude un concetto di forte negatività per chi deve modificare il proprio stile di vita.

12.  Sostituire il temine Dieta Mediterranea con Stile di vita mediterraneo

Oltre agli alimenti tipici dell’area Mediterranea, è necessario adottare i comportamenti caratterizzanti l’area mediterranea: la convivialità, l’attività fisica, il riposo, la biodiversità, stagionalità ed eco-sostenibilità dei prodotti e le attività gastronomiche.

13.  Evitare il proibizionismo esasperato

È errato ritenere l’obesità come un fallimento individuale, come l’incapacità del singolo di gestire la marea di scelte possibili, come una carenza di controllo degli impulsi. Qualunque proibizione aumenta anche il valore soggettivo che il singolo attribuisce alla cosa proibita e quindi ne accentua il desiderio.

14.  Considerare che ciascuna persona ha fatto la scelta migliore

Il paziente deve essere aiutato ad utilizzare le proprie risorse che sono rappresentate dalla capacità di apprendere e fare, per ottenere il risultato auspicato (dimagrimento). E non deve essere giudicato per i comportamenti errati tenuti in precedenza.

15.  Ricordarsi che la resistenza ai cambiamenti consigliati è una forma di feedback

La resistenza o non adesione ai consigli in campo alimentare può essere considerata un tipo di feedback che avverte che l’approccio attuale non sta funzionando e va modificato.

16.  Fare attenzione all’identità culturale

Il successo di un intervento finalizzato a modificare le abitudini alimentari è più probabile quando le raccomandazioni sono in linea con l’identità culturale del singolo.

17.  Ricordarsi che c’è un rapporto inscindibile tra alimentazione e piacere

Il rapporto alimentazione-piacere è immediato e indissolubilmente legato al gusto descritto come il senso per mezzo del quale si percepiscono i sapori. Proporre alimenti monotoni che non arrecano alcun piacere, vuol dire mettere in atto un intervento destinato sicuramente al fallimento.

18.  Ricordare che la prima colazione è un momento importante

Il consumo regolare di una prima colazione è associato ad una riduzione del rischio di sviluppare obesità, eventi cardiovascolari e diabete.

19.  Non saltare i pasti

È importante non saltare i pasti ma “mangiare poco e spesso” (3 pasti principali e 2 spuntini) sia per non sentirsi appesantiti che per rimanere in forma, condizione necessaria per mantenere uno stile di vita attivo e per non sentirsi privi di forza.

20.  Controllare il peso e mantenersi sempre attivi

Una vita attiva ci aiuta a mantenerci in forma senza dover fare troppe rinunce. Per raggiungere, e soprattutto mantenere, il peso giusto bisogna intervenire sia sulle “uscite” energetiche (l’attività fisica) che sulle “entrate” (l’alimentazione). Fare le scale a piedi, camminare, ballare, oltre naturalmente alla pratica delle attività sportive, ci aiuterà a mantenerci in forma e a bruciare calorie.

Fonte: www.obesityday.org

 

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Dott.ssa Adele Tripodi
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