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Liquirizia: attenzione al consumo eccessivo
08-11-2017

Le proprietà della Glycyrrhiza glabra (la pianta della liquirizia) sono conosciute fin dall'antichità, la sua radice veniva utilizzata come rimedio soprattutto per lo stomaco e l'intestino.

E ancora oggi il suo utilizzo è molto utile nel trattamento delle ulcere gastro-duodenali perché la liquirizia forma un film protettivo sulla mucosa gastrica, limitando l'azione erosiva dell'acido cloridrico. L'azione farmacologica sul tubo digerente si dimostra efficace anche nel diminuire l'aerofagia, la stitichezza e nel velocizzare la digestione. La liquirizia ha inoltre proprità antinfiammatorie.

Studi su pazienti affetti da insufficienza epatica cronica hanno poi evidenziato come l'uso di estratto secco di liquirizia produca un miglioramento nel fegato delle sue produzioni enzimatiche, che si ritiene dovuto agli effetti antiossidanti della liquirizia.

Nonostante le molte proprietà positive, la liquirizia è da tempo oggetto di attenzione soprattutto per la potenziale pericolosità legata ad un eccessivo consumo.

Il principio attivo di questa pianta è l’acido glicirrizico, un componente biologicamente attivo che inibisce l’attività di un enzima deputato al metabolismo del cortisolo ematico, questo induce effetti sul riassorbimento renale del sodio facendolo aumentare. Il risultato è l’ipertensione

Ci sono numerosi studi in letteratura che dimostrano come l'effetto ipertensivo da eccesso di liquirizia si raggiunga in breve tempo (2-4 settimane); esso è comunque correlato anche ad una suscettibilità individuale e non è univocamente noto quale sia il quantitativo quotidiano di acido glicirrizico che provochi ipertensione.

L'innalzamento brusco della pressione dovuto all'eccesso di liquirizia può determinare in alcuni pazienti una sindrome da edema cerebrale localizzato, chiamata P.R.E.S (Encefalopatia posteriore reversibile). La segnalazione giunge da Pediatric Neurology, la rivista dove i neurologi del Dipartimento di emergenza pediatrica dell’Ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna hanno raccontato quanto accaduto a un bambino di dieci anni, affetto da questa sindrome cerebrale. I sintomi di esordio clinico sono state delle crisi convulsive generalizzate in assenza di febbre e con un elettroencefalogramma normale al di fuori degli episodi critici.

La valutazione dei livelli di pressione arteriosa sisto-diastolica erano mediamente durante la giornata di 135/93 millimetri di mercurio (>99°percentile per l'età) ed i livelli sierici e urinari di cortisolo erano persistentemente elevati.

La diagnosi dell’ipertensione è stata posta osservando che il paziente, in alcuni momenti della giornata aveva i denti colorati da una patina nerastra e da ciò si è poi scoperto che il bambino era un accanito consumatore di caramelle alla liquirizia: ne mangiava 20 al giorno da circa 4 mesi, per un contenuto di liquirizia grezza di 120 mg a caramella (2400 mg al giorno) ed un corrispettivo di 3,6mg di acido glicirrizico (72 mg al giorno). Tutto si è risolto sospendendo il consumo esagerato di caramelle alla liquirizia.

Ma ultimamente è stato lanciato un altro allarme sugli effetti negativi di un overdose di liquirizia. La Food And Drug Administration (FDA: Agenzia governativa americana che si occupa del controllo e della sicurezza di alimenti e farmaci) ha recentemente lanciato uno dei suoi “warning” in base al quale, una quantità maggiore di 57 mg al giorno di liquirizia per due settimane, sarebbe in grado di causare aritmie cardiache anche gravi negli adulti con più di 40 anni.

Incriminata è sempre la glicirrizina, che tende ad abbassare i livelli di potassio presenti nel sangue, comportando eventuali irregolarità nel ritmo cardiaco, pressione sanguigna troppo elevata, insufficienza cardiaca e letargia.

Come già accennato la dose sicura quotidiana di assunzione di liquirizia non trova univocità; inoltre il contenuto di acido glicirrizico nei vari prodotti può variare molto.

In conclusione, sarebbe opportuno che i produttori di caramelle di liquirizia indicassero sulle confezioni i contenuti specifici sia di mg di liquirizia che del suo prodotto biologicamente attivo, l'acido glicirrizico e che le autorità competenti stabilissero dei limiti sicuri di assunzione.

In ultimo, fate attenzione se assumete farmaci come steroidi, ibuprofene, warfarin e salicitati, in quanto la liquirizia ne potenzia gli effetti.

 

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Dott.ssa Adele Tripodi
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